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Crotone-Grecia..La via degli Achei

Un magnifico viaggio che ripercorre le rotte dei nostri antenati e ci mostra le isole greche nel passato utilizzate dai pescatori e dai mercanti ellenici come rifugio durante le tempeste o come zone di pesca, sfondo di antiche battaglie navali.

Foto e testo di Giovanni Francesco Monizzi

Finalmente si parte! La nostra avventura vede come primo approdo il porto di Santa Maria di Leuca con il suo inconfondibile faro che domina sul promontorio adiacente alla marina. Lasciata l’Italia, il giorno dopo, arriviamo a Fanò, isola con mare verde smeraldo e blu elettrico, dove nella parte sud-occidentale dell’isola si può ammirare una magnifica scogliera popolata da centinaia di gabbiani che l’hanno scelta come zona per nidificare. La seconda tappa ci porta a Guvia, nell’isola di Corfù, dove abbiamo avuto la possibilità di gustare i piatti tipici della Grecia come la moussaka, lo tzatziki, il saganaki, il souvlaki , il briam ed il karpuzi(la nostra anguria); il tutto accompagnato dalla danza popolare del Sirtaki e dalla tradizionale usanza di rompere i piatti, considerata simbolo di abbondanza e di amore. Infatti nei tempi antichi, gli amanti costretti a lunghe separazioni causa viaggi commerciali o guerre, erano soliti rompere a metà i piatti. Questo permetteva loro di riconoscersi a vicenda, anche dopo anni di lontananza, rimettendo insieme le due metà del piatto; invece i neo-sposi rompevano i piatti sull’uscio delle loro case, credendo di scacciare così gli spiriti maligni. La navigazione procede nelle acque turchesi di Paxos e Antipaxos, mete molto ambite dai turisti, fino all’isola di Lefkas. Questa, infatti, è l’unica isola greca nel Mar Ionio raggiungibile anche da terra grazie ad un ponte mobile che si sposta per cinque minuti ogni ora e lascia così passare le barche. A causa della bassa profondità del fondale, per uscire dal porto di Lefkas si è guidati lungo un canale di tre miglia ben delimitato. Al termine di questo stretto il mare è particolarmente calmo, quasi come un lago, giacché è chiuso da alcune isole e dalla penisola ellenica. All’interno di questo “lago” sono stato piacevolmente colpito dalla bellezza di due magnifiche isole paradiso: Skorpios e Skorpidhi. La prima presenta spettacolari salti nel blu che superano i trenta metri di profondità a pochi passi dalla riva. Lì i fondali sono popolati prevalentemente da posidonia, da molti esemplari di pinne nobilis, spirografi e vermicane. La seconda possiede un’ unica caletta raramente occupata dalle barche, dove ho assistito ad uno spettacolo meraviglioso: una bellissima doride dipinta che ho seguito per un tratto nelle acque cristalline. Inoltre ho potuto osservare degli esemplari di pesci lucertola, piccole cernie e polpi pronti a proteggere la loro tana, e uova di murice che sono molto simili a delle spugne. In queste due isole la pace regna tra i mirti, gli ulivi, i cipressi, i pini marittimi e molte altre piante caratteristiche della macchia mediterranea che quasi si fondono con l’acqua.

Il nostro capitano ci porta a Fiskardo piccolo paese di 130 abitanti nell’isola di Cefalonia. Qui sono rimasto affascinato dal comportamento di alcuni pesci che mostrando di non avere alcuna paura dell’uomo si sono avvicinati a me. Uno spavaldo pesce donzella maschio ha persino morso la mia macchina fotografica per poi allontanarsi sotto uno scoglio, rifugio di alcuni apogon imberbis (re di triglie), pesci “cavernicoli” che passano tutta la mattina nelle zone più scure per poi cacciare piccoli crostacei durante la notte. Un compagno di avventura mi ha riferito che nei fondali di questa spiaggetta è presente una sorgente di acqua dolce. Ho potuto constatare , bevendo coraggiosamente, che intorno ai sei metri l’acqua è veramente dolce e soprattutto congelata. Una vera goduria. A Meganisi, nell’insenatura di Spartochori, abbiamo trovato posto per due notti. Qui il servizio è stato incredibile specialmente per l’ormeggio. Sembrava una scena di un film dei pirati, due tender sono arrivati dal nulla e ci hanno spinto fino alla banchina, dove dei ragazzi sono saliti in barca per aiutarci ad attraccare. Tutta l’operazione è stata diretta da un vecchio marinaio del posto, tale Babis. Una scena incredibile!

Le due settimane sono volate tra mare, paesaggi meravigliosi e ottimo cibo; la vacanza, purtroppo, giunge al termine ed è arrivato il momento di fare ritorno in Italia, causa peggioramento delle condizioni del mare nel canale di Otranto. Un saluto alla meravigliosa Grecia, una notte nella splendida Gallipoli che ci mostra il suo faro in mezzo all’acqua in tutto il suo splendore e via alla volta di Crotone. Un viaggio fantastico, un gruppo di amici divertenti, un’esperienza unica e tanto tanto mare. Questo è stato il mio viaggio nella terra di origine del nostro popolo.

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