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Honduras

Le grotte del centro America

Ripetute esplorazioni in Honduras hanno permesso di collegare un importante complesso ipogeo, già esplorato in passato da un gruppo di speleologi Inglesi. Il risultato delle attività è stato rilevante ampliando il rilievo di circa 4Km.

Le zone del centro America sono caratterizzate da un accentuato fenomeno carsico, dovuto principalmente alle abbondanti piogge tropicali e alla temperatura mite che favorisce la formazione di cavità di notevole sviluppo.

Sono conosciuti e esplorati molti sistemi carsici per esempio in Messico, Ciapas, Belize, sia in ambiente montano che addirittura in ambiente sommerso, famosi per esempio sono i Cenote dello Yucatan.

Questi ultimi sono dei fenomeni carsici estremamente singolari, caratterizzati da formazioni ipogee di antica età geologica, concrezionati tra l’altro in modo spettacolare, che poi sono stati immersi da acque dolci-salmastre derivanti dall’innalzamento del livello marino dell’epoca geologica più recente.

In queste regioni spesso all’interno delle cavità, si incontrano facilmente dei luoghi di culto di civiltà antiche di notevole bellezza e importanza, situati anche a notevoli distanze dall’ingresso delle grotte.

E d’obbligo e prerogativa del team raccogliere documentazione archeologica ipogea nel massimo rispetto della sacralità del sito votivo, e dell’importanza scientifica della scoperta, che in seguito potrebbe essere studiata da archeologi del luogo impegnati in ricerche a carattere territoriale. Le esplorazioni del team sono state indirizzate verso l’Honduras, stato poco frequentato dal punto di vista esplorativo a causa delle notevoli problematiche di sicurezza personale, che non hanno coinvolto fortunatamente i membri delle spedizioni. Nonostante le varie difficoltà ambientali, caratterizzate soprattutto da fitte foreste tropicali che rendono difficoltosi gli avvicinamenti alle zone di esplorazione, abbiamo incontrato un’estrema cordialità e disponibilità offerta dalla gente del luogo, che ci ha permesso di snellire molto le attività di ricerca.

Sono state esplorate e rilevate due diverse cavità inedite di notevole importanza geologica, perché inserite in un complesso carsico con sviluppo superiore ai 10 Km totali. Si sono portate, infatti, a termine le misurazioni di due collegamenti che attraversano letteralmente un massiccio montuoso di notevoli dimensioni, confrontandole anche altri rilievi fatti da un gruppo di ricerche inglese che visitò la zona nei primi anni del dopoguerra. La facilità del dialogo in lingua spagnola ha favorito dei legami con la gente del luogo, che vanno ben oltre il cordiale saluto ai visitatori, diventando una vera collaborazione con unico scopo la ricerca di cavità.

E d’obbligo ricordare che gli spelo italiani sono conosciuti da molti honduregni della zona e hanno ottima fama, disponibili gentili e soprattutto molto rispettosi dei luoghi di importanza religiosa.

Le passate esplorazioni

Il complesso carsico che abbiamo analizzato era stato esplorato da un gruppo di speleologi inglesi nei primi anni del dopoguerra, 1950, ma solamente nel versante opposto del massiccio montuoso che lo ingloba. Il rilievo, accurato nella descrizione della grotta, sembrava incompleto o comunque non adeguato alle potenzialita della zona carsica. Si decise allora di condurre una serie di verifiche ed esplorazioni per completare la documentazione geografica del luogo. Interessante scommessa è stata quella di indagare su possibili collegamenti della cavità nelle vallate adiacenti, teoria che è stata confermata pienamente visto che l’analisi del nostro rilievo accoppiato con quello degli inglesi ha chiaramente dimostrato il collegamento dei due sistemi ipogei, collegati da un sifone sommerso non percorribile se non attrezzature subacquee.

La grotta

Una interessante scoperta è stata un ulteriore ingresso alquanto impegnativo, che i ragazzi del team di eslorazione hanno letteralmente scavato per poter accedervi. Infatti, a seguito del ritrovamento di una notevole Dolina, si è constato un interessante e rilevante passaggio d’aria che fuoriusciva dal suolo, indicatore indiscutibile di grossi volumi ipogei nascosti all’interno del terreno. Con un notevole sforzo si è scavato e aperto un ridotto passaggio, appena sufficiente alla discesa di una persona, e si è arrivati all’interno di una cavità che in gergo “andava”. Le esplorazioni hanno portato alla scoperta di un ulteriore collegamento, di lunghezza pari a 1 Km, al complesso ipogeo gia esplorato in precedenza.

Le cavità vistate sono prevalentemente a sviluppo orizzontale, caratterizzate da una temperatura interna di 30-35 gradi, con notevole quantità di acqua. Si incontrano meravigliose strutture concrezionate di notevoli dimensioni, sale con volumi interni considerevoli e interessante nota è estremamente piacevole vistarle perché contrariamente alle cavità europee molto fredde, in Honduras si va in grotta con Tschirt a manica corta.

La popolazione del luogo

Le ricerche geografiche in dettaglio sono localizzate molto spesso in aree e ambienti remoti e di scarso interesse urbanistico dovuto proprio a questa sorta di isolamento del luogo. Conseguente quindi è una differenza di sviluppo sociale della popolazione che abita le regioni più remote, che si traduce in una mentalità più riservata e un tenore di vita indiscutibilmente più modesto rispetto ai grandi centri abitativi. Il taem Acheloos ha in diverse occasioni incontrato realtà sociali molto difficili, ma tutte le persone incontrate, ci hanno offerto una sincera ospitalità e cordialità, segno di ottima integrazione tra vari popoli di provenienza diversa. Spesso il medico che segue le spedizioni si è dedicato a viste e diagnosi a abitanti di villaggi isolati, analizzando patologie che senza delle semplici cure, potrebbero aver avuto conseguenze anche piuttosto gravi. In oltre, la collaborazione con altri enti che si dedicano unicamente a aiuti umanitari, ci ha permesso di segnalare prima e di curare poi, casi molto singolari e gravi in bambini di diversi paesi in difficoltà.

La cosa sicuramente più piacevole ed emozionante è senza dubbio la gioia di poter condividere momenti di allegria con persone di luoghi più inconsueti del mondo.

Documentazione

La conclusione di questa campagna esplorativa, ci ha consentito di produrre un completo rilievo del complesso ipogeo, nonche di documentare con un filmato documentaristico e una notevole quantita di immagini, la zona esaminata. Il materiale raccotlo e stato presentato a diversi incontri e convegni speleologici.

I partecipanti

- Fabiani Davide
- Fadalti Andrea
- Baroncini Turrchia Guido
- Benassi Andrea
- Polletti Giovanni
- Mimmo
- Vicenzi Ivan

Ringraziamenti

Un ringraziamento particolare al gruppo speleologico di Sacile che ha contribuito economicamente alla spedizione. Importante, sopratutto, attivita svolta dai ragazzi del GSS che hanno esplorato le grotte dell Honduras con i membri del team Acheloos Geo exploring.

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